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Vaccini pediatrici, utili o dannosi?

I VACCINI PEDIATRICI IN ITALIA

Per valutare attentamente i pro e i contro dei vaccini pediatrici occorre per prima cosa conoscere i vaccini, le relative malattie infettive e i dati statistici ufficiali di tali malattie in Italia, Europa e nel mondo.

I 4 vaccini obbligatori sono: antidifterica, antipolio, antitetanica, epatite B. Poi ci sono quelli facoltativi, caldamente consigliati, al punto che è ormai prassi che venga somministrato sempre l’esavalente, che protegge anche contro pertosse e haemophilus influenzae di tipo b (Hib), o addirittura l’eptavalente (che in più è antipneumococcico).

08-02-2017 In Francia il Consiglio di Stato mette al bando il vaccino esavalente. Ministero della Salute ha 6 mesi di tempo per rendere disponibili le tre vaccinazioni obbligatorie senza associazione con altri vaccini.

Analizziamoli uno ad uno in breve.

Epatite B

spiegando a cosa serve questo vaccino e ricordandosi del caso De Lorenzo (v. capitolo “Normativa e scandali vari”), potrebbero già insorgere tanti dubbi. L’epatite B è una malattia del fegato causata dal virus HBV. Il virus viene trasmesso solo attraverso fluidi corporei quali sangue, liquido seminale e secrezioni vaginali. Quindi le cause più frequenti di contagio da parte del virus HBV sono rapporti sessuali non protetti, condivisione di rasoi e spazzolini da denti, condivisione di siringhe che dovrebbero essere monouso (fonte Fondazione Italiana per la ricerca in epatologia www.fondazionefegato.it/Ilfegato/Lepatologie/EpatiteB.aspx). Vorrei sapere, pertanto, come fa un bimbo di 2 mesi ad essere a rischio di Epatite B. In ogni caso è endemica solo in Cina, e diffusa in alcune zone dell’Africa. Peraltro, delle 3 tipologie di epatite, quella più pericolosa non è la B ma la C, per la quale non esiste vaccino. Ha naturalmente senso nel caso in cui la madre sia positiva, ma per contro mi domando che senso abbia una vaccinazione obbligatoria di massa. Evidenzio che l'Italia è l'unico paese che ha reso obbligatorio questo vaccino.

Apro una parentesi sul vaccino contro il papilloma virus, visto che anch'esso come quello per l'Epatite B, ha avuto uno strano percorso di approvazione (ricordo che è stato l'allora Ministro della Salute Livia Turco ad introdurlo sostenendone con forza la sua utilità, al punto da spedire nel 2008 250 mila lettere ad altrettante bambine che compivano 12 anni). E' stato dimostrato che questo vaccino è in grado di proteggere contro 4 tipi di papillomavirus, considerati essere la causa, in un’alta percentuale di casi, del tumore del collo dell’utero e dei condilomi genitali. Ma non esistono ad oggi studi pubblicati che dimostrino che il vaccino sia in grado di offrire una protezione per un’altra dozzina di sierotipi di HPV associati al tumore della cervice. E dunque, le donne, anche dopo la vaccinazione, continueranno ad essere esposte al rischio di insorgenza di tumore. Peraltro il vaccino anti-PHV non è terapeutico, cioè non è in grado di fornire protezione nelle donne già infettate con il virus.

La scarsa utilità del vaccino deriva anche dal fatto che dai dati scientifici si evince che il papilloma virus è presente nell'80% di uomini e donne e sovente fin dalla nascita, è cioè un normale abitatore delle mucose del pene, della vagina e della cervice, un germe che di per sé è innocuo e comune al pari di altri virus e batteri presenti. La trasmissione è anche al di fuori della via sessuale. Il contatto non comporta la malattia, ma eventualmente l'infezione generalmente transitoria. Il virus può tranquillamente scomparire da solo, anzi è la situazione più frequente e più probabile, mentre in un 10% di casi (e più) il virus convive tutta la vita senza creare mai problemi. Il virus HPV non indica malattia, ma il rischio nell'1% dei casi di sviluppare nel tempo lesioni (macchie) trattabili. Ed in ogni caso, perché si sviluppi un tumore sull’eventuale lesione non curata occorrono circa 20/40 anni, un fatto eccezionale che si presenta nell'1% dei casi. Quindi l'infezione non è una malattia ma un fattore di rischio. In ogni caso in tale lasso di tempo (20/40 anni), le normali visite ginecologiche ed il PAP test che si fa con una frequenza di 3 anni, sono più che sufficienti a determinare l’eventuale presenza del virus e curarlo.

Nel paragrafo I DANNI CAUSATI DAI VACCINI trovate info sui danni collaterali di questo vaccino (cercate la parola Gardasil, che è il nome commerciale del vaccino). Chiusa parentesi

Il numero di casi accertati nel mondo delle diverse malattie infettive, riportati nei seguenti paragrafi, laddove non diversamente indicato, sono estrapolati dal Rapporto congiunto OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità, in inglese WHO World Health Organization) e UNICEF sulle malattie infettive, qui linkato, recante i dati aggiornati fino a fine 2014. Il file viene aggiornato continuamente dall'OMS e pubblicato sulla seguente pagina: http://www.who.int/immunization/monitoring_surveillance/data/en/ (v. disease incidence).

Antidifterica

Nel mondo nel 2014 ci sono stati 7.323 casi di difterite, di cui 7.217 nel sud-est asiatico (6.094 in India, 1.079 in Nepal). In Europa 35 (con Europa si intende il continente intero, comprese dunque tutte le repubbliche russe fino al Kazakhstan, Turkmenistan, ecc.), in America 8 (con America si intendono le 2 Americhe, compresi i Caraibi). 7.300 casi su una popolazione mondiale di 7 miliardi di persone (corrispondente allo 0,0001043%) e 35 casi contro 1.300.000 abitanti dell’Europa (corrispondente a 0,002692%) significa che è di fatto debellata. Ci si chiede pertanto se abbia ancora senso la vaccinazione obbligatoria di massa.

Antipolio

Nel mondo nel 2014 ci sono stati 376 casi di poliomelite, di cui 13 in Africa e 363 nel medio-oriente. In Europa ed America zero: sono state definite polio-free dall’OMS rispettivamente nel 2002 e nel 1994, anche se in Italia non si registravano casi già dalla seconda metà degli anno ottanta. Si può quindi concludere che è di fatto debellata. Ci si chiede pertanto se abbia ancora senso la vaccinazione obbligatoria di massa.

Antitetanica

Il tetano colpisce nella maggioranza dei casi gli adulti sopra i 65 anni (70% dei casi in Italia), con in alcuni casi effetti anche mortali. Nel mondo nel 2014 si sono registrati 2.161 casi di tetano neonatale, la maggior parte di essi in Africa e sud-est asiatico. In Europa 1. Negli ultimi 30 anni in Italia si è registrato 1 caso nel lontano 1982.

Antipertosse

Nel 2014 si sono verificati 140.156 casi di pertosse nel mondo, di cui 43.774 in Europa. 225 in Italia nel 2012 (ultimo dato disponibile). La mortalità della pertosse è attualmente dello 0,01%, ma può arrivare a 0,5-1% nei bambini al di sotto dell’anno di vita. Ci si chiede pertanto se con un numero così limitato di casi abbia senso la vaccinazione di massa.

Nell’articolo “Pertussis: A Review of Disease Epidemiology Worldwide and in Italy”, pubblicato sull’International Journal of Environmental Research and Public Health nel 2012 e ripreso sul sito web Epicentro del Centro Nazionale di Epidemiologia, viene presentato il quadro epidemiologico italiano sulla pertosse dal 1996 al 2009 da cui emerge che vi è un trend in diminuzione della malattia nel periodo considerato (v. grafico sottostante).

Anti morbillo

In Italia nel 2014 ci sono stati 1.696 casi di morbillo, mentre nei primi 7 mesi del 2015 solo 150 (fonte sito web Epicentro del Centro Nazionale di Epidemiologia). Il 57,0% dei casi è stato confermato in laboratorio, il 28,2% è stato classificato come caso probabile (criteri clinici ed epidemiologici soddisfatti, caso non testato in laboratorio) e il 14,8% come caso possibile.

Il grafico sottostante (preso dal Rapporto N° 19 - Settembre 2015 di Epicentro) mi sembra chiaro: non solo non c'è nessuna recrudescenza come qualcuno ogni tanto va dicendo, ma addirittura c'è un calo notevole di casi di morbillo. E visto che lo stesso Centro Nazionale di Epidemiologia lancia l'allarme per il calo delle vaccinazioni contro il morbillo che, secondo i loro dati, dal 2013 è sceso del 4% attestandosi sul 86,6% (ben al di sotto della famosa soglia del 95%), vorrei che qualcuno ci spiegasse come mai i casi di morbillo sono in così forte decremento dal 2013 ad oggi.

Giusto per fare un po' di chiarezza sul questa malattia, che tutti quelli di una certa età si sono presi nella loro infanzia, senza nessun tipo di conseguenza, ecco cosa dice il Centro Nazionale di Epidemiologia: “Le complicazioni sono relativamente rare, ma il morbillo è pur sempre responsabile di un numero compreso tra le 30 e le 100 morti ogni 100.000 persone colpite. Le complicazioni sono dovute principalmente a superinfezioni batteriche: otite media, laringite, diarrea, polmonite o encefaliti (infiammazioni del cervello). Si riscontrano più spesso nei neonati, nei bambini malnutriti o nelle persone immunocompromesse.” In sostanza eventuali complicazioni si possono avere solo in soggetti già fortemente debilitati o con gravi patologie che ne hanno compromesso il loro sistema immunitario. Per questi soggetti anche una banale influenza può essere pericolosa. Ma questo non giustifica una vaccinazione di massa.

Un altro dato importante che ci evidenzia il Centro Nazionale di Epidemiologia (aggiornato al 3/5/2017, v. sito CNE), ma che sui giornali non leggiamo, è che dei 1920 casi segnalati ben il 73% è stata segnalata in persone di età maggiore o uguale a 15 anni. La domanda quindi è: a cosa serve vaccinare contro il morbillo i bambini e i ragazzi (per farli accedere alle scuole obbligatorie, ovvero fino ai 16 anni) se la maggior parte dei casi si verifica ad età superiori? Inoltre, queste sono solo segnalazioni, che poi dovranno essere verificate in laboratorio. Ad es. nel 2014 solo il 57% delle segnalazioni è stata confermata come caso di morbillo, abbassando così di molto il numero reale.

Infine occorre evidenziare come queste tipologie di malattie siano sempre state cicliche, seguendo negli anni un andamento molto variabile ed anche che sia già accaduto in passato che in alcune nazioni con tassi di immunizzazione superiori al 90%, si siano comunque verificate recrudescenze del morbillo.

Antiinfluenzale

dei vaccini contro l’influenza virale non ha affatto senso parlarne, basta dire che la ricerca scientifica sui virus è a livello zero (v. anche HIV, dove al momento esistono solo palliativi ma non medicinali in grado di eliminare il virus), a differenza di quella sui batteri che grazie a Flemming (leggi antibiotici) ha portato ad ottenere risultati efficaci nella cura delle principali affezioni da batteri. Peraltro, come qualsiasi medico e ricercatore può confermare, il virus muta continuamente, per cui i vaccini antinfluenzali che vengono preparati 2-3 mesi prima del sopraggiungere dell’influenza, non possono avere efficacia sul virus, che nel frattempo è mutato, a volte anche profondamente. Per non parlare della campagna sul virus H1N1(suina) che profetizzava una pandemia globale, per proteggersi dalla quale occorreva vaccinare tutta la popolazione mondiale, risoltasi di fatto in nulla e che ha visto molti medici schierarsi contro la vaccinazione in generale e soprattutto contro la vaccinazione su sè stessi.

Antipneumococco

Quello pediatrico è un vaccino 13-valente contenente i sierogruppi 3, 1, 7F, 14, 19A, 19F, 4, 23F, 6A, 9V, 5, 6B, 18C dello streptococcus pneumoniae. I sierogruppi conosciuti in totale sono 90. Quelli isolati in Italia negli ultimi anni (2011-2014) circa 60. Nel 2012 in Italia l’Istituto Superiore della Sanità ha comunicato che i casi di infezioni invasive (sepsi, meningiti) da streptococcus pneumoniae sono stati 460. Di questi circa 250 (55%) sono stati quelli inerenti i sierotipi contenuti nel vaccino (fonte: Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute - Istituto Superiore di Sanità). Ciò significa che la copertura teorica è solo parziale. Il nome commerciale è Prevenar 13 e la ditta produttrice è la Pfizer. Rimando alla pagina danni per un approfondimento sul vaccino ed i suoi effetti collaterali.

Esiste anche un vaccino 23-valente, che però può essere utilizzato solo nei soggetti di età superiore a 2 anni.

Antimeningococco

In passato la meningite era spesso una malattia mortale. Oggi, se la diagnosi è tempestiva, si salva fino al 95% dei pazienti. Esistono 13 sierotipi differenti di Meningococco, ma solo i sierotipi A, B, C, W135 e Y sono frequente causa di malattia meningococcica. Le linee guida internazionali prevedono l’uso della vaccinazione preventiva nei Paesi in cui la malattia abbia un’incidenza elevata, ovvero superiore a 10 casi ogni 100mila abitanti in tre mesi, e tra questi non c'è l'Italia. Nel 2013 si sono verificati 162 casi. Attualmente sono disponibili tre tipi di vaccini: quello contro il ceppo C, il quadrivalente (contro i ceppi A, C, W135 e Y) e quello contro il ceppo B. Quest'ultimo è teoricamente disponbile, in molte regioni a pagamento, dal 2014. In realtà sembra essere di difficile reperibilità, come testimonia questa mamma di Bologna che a marzo 2017 ha scritto al Resto del Carlino evidenziando le sue difficoltà a vaccinare il figlio (leggi articolo Meningite, odissea per vaccinare il bambino).

Nomi commerciali dei vaccini distribuiti in Italia

I relativi bugiardini li potete trovare ad es. sul sito http://www.torrinomedica.it/farmaci/schedetecniche/indiceschede/indiceschede.asp

vaccini.txt · Ultima modifica: 2017/05/20 17:25 da ciccio

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